Una pagina di storia dimenticata.

In un tiepido pomeriggio di Primavera dell'anno 1916, l'attenzione di un gruppo di ragazzini che stavano giocando nella piazza della chiesa di Istrago, fu attratta da uno strano rumore che si avvicinava a loro e che sembrava provenisse dalla strada che portava a Spilimbergo. Fra lo stupore generale assistettero al passaggio di un'automobile con a bordo quattro militari. Nonostante il polverone sollevato, la seguirono correndo verso Tauriano, fino a quando, all'uscita dal paese, l'auto si fermò. I ragazzi si nascosero e da dietro i cespugli osservarono i militari intenti a fare strane misurazioni e a piantare nel terreno tutta una serie di paletti di legno. Finite le operazioni, i militari risalirono sulla loro rombante auto e si allontanarono in direzione di Tauriano. Soltanto qualche mese dopo, per l'esattezza il 1° Maggio, un insolito via vai di camion, svelò il segreto di quelle misurazioni: si trattava dell'insediamento di un distaccamento del Battaglione Dirigibilisti con il compito di procedere al montaggio di un hangar per dirigibili. Le sconfinate praterie di Istrago che consuetudinariamente ospitavano varie esercitazioni militari, questa volta, con l'entrata in guerra dell'Italia, rivestivano una grande importanza strategica a supporto delle truppe che già combattevano contro gli eserciti austro-ungarici sul fronte dell'Isonzo. A Istrago, nasceva così, il 4° Cantiere Dirigibili.

Lato est dell' hangar

Infatti, dal montaggio di tutta una serie di grandi lamiere in ferro, provenienti direttamente dalle officine Savigliano di Torino, cominciò a prendere forma l' hangar. Ultimate le operazioni, l'imponente costruzione con i suoi 110 metri di lunghezza, 27 di larghezza e ben 32 di altezza, risultava ben visibile da molti chilometri di distanza.

 

 Lato nord dell' hangar in costruzione

       

 Lato Nord completato

Contemporaneamente a Vigna di Valle, nei pressi di Roma, si stavano completando le operazioni di gonfiaggio del nuovissimo dirigibile M 9, destinato proprio al 4° Cantiere di Istrago. L' M 9 era quanto di meglio potesse offrire la tecnica aeronautica dell'epoca: lungo 83 metri, con un diametro di 17 ed un volume complessivo di 12.500 mcubi, montava due motori Maybach da 165 cv e poteva raggiungere la velocità di ben 65 km/h. Sempre a Vigna di Valle, dal novembre del 1911, era operativo il sottotenente Giuseppe Valle, nato a Sassari il 17 Dicembre 1886, proveniente dall'Accademia Militare e dalla Scuola di applicazione di Artiglieria e Genio. Nominato comandante in 1^ di dirigibile già il 19 Giugno 1914, proprio in quei giorni gli viene assegnato l' M 9 con base operativa il 4° Cantiere Dirigibili di Istrago. E' l'inizio di una vera e propria epopea che rappresenta una pagina tanto eroica, quanto dimenticata della Prima Guerra Mondiale. E' il 7 Novembre 1916 quando nel cielo di Istrago compare in tutta la sua imponenza il dirigibile M 9 con ai comandi il capitano Giuseppe Valle; completano l'equipaggio il comandante in seconda cap. Carlo Gallotti, l'ufficiale di bordo cap. Ugo Aliberti, l'allievo pilota cap. Mario Leone, l'aspirante pilota Ruggero Forti e i motoristi serg.magg. Matteo La Rosi e cap. Carlo Regini.

Arrivo a Istrago del dirigibile M9

A protezione del Cantiere prende posizione l' 8^ batteria contraerea auto-campale. Uno scrittore dell'epoca così descrive quella giornata: "....appena fuori dalla stretta di Pinzano, il Tagliamento apre finalmente un più comodo letto alle sue acque. Le acque si dividono in ruscelli, formano laghi e laghetti quasi immoti, alimentano i canali predisposti dagli uomini e vanno, correnti e limpide, a rallegrare strade, campagne e paesi, accoglienti ai branchi di oche querule che tra strada e canale trascorrono la loro vita. La cittadina di Spilimbergo s'affaccia quasi subito su questa larga distesa del Tagliamento e ne respira l'alito fresco, ancor odoroso dei monti e delle pinete della Carnia.......Il dirigibile perviene su Spilimbergo e passa poco al disopra dei tetti. La popolazione è tutta fuori, donne, bimbi, uomini, soldati, a guardare "il balon", ad agitare le mani a sventolar pezzole e cappelli in segno di saluto. Anche a Istrago, due passi dal cantiere, gran festa. Quella gente ha assistito o lavorato alla costruzione dell'hangar e vede finalmente librarsi sicura nell'aria l'aeronave che dovrà prendervi dimora. Due giri intorno al campo poi il comandante ordina l'atterraggio. Motori fermi. Il capitano Gallotti taglia la funicella che regge il malloppo. Un tonfo del viluppo di corda giù sull'erba. I soldati son pronti ad afferrare il capo della fune e tiran giù l' M 9. Il capitano Aliberti grida gli ordini per far entrare l'aeronave nel nuovo hangar. La travatura in ferro, duramente imbullonata e rivestita di lamiera raggiunge quasi i 50 metri d'altezza. E' stata tirata su con la rapidità imposta dal bisogno di far agire un'arma di più contro il nemico. Nel volgere breve dell'estate il lavoro è stato compiuto. Sulle erbe bruciacchiate ecco sono sorte attorno all'hangar le casette in eternit per i dormitori, l'officina, i magazzini, gli uffici amministrativi. E telegrafo, telefono, radio, vengono sollecitamente impiantati. Nè mancano i gabinetti per le osservazioni aerologiche e per i servizi fotografici. Il cantiere è cintato di rete metallica ed è circondato dalle piazzole con le mitragliatrici. Presso l'hangar c'è l'impianto per la fabbricazione dell'idrogeno......non manca nulla: c'è l'infermeria, ci sono le cucine ed il refettorio per i soldati e, un po' staccata, la palazzina ove sono alloggiati gli ufficiali....Dietro la palazzina degli uffici il sergente Castriota, quando il servizio aerologico glielo consente, pianta un giardinetto, ordina con zappa e vanga le piccole graziose aiuole dove fioriranno pensieri, margherite, dalie e qualche cespo di rose." Quello descritto non pare di certo essere uno scenario di guerra, ma trascorsi soltanto una ventina di giorni, ecco il ritorno alla dura realtà. E' il 4 Dicembre 1916 e il dirigibile M 9, dal suo Cantiere di Istrago, è chiamato alla sua prima missione. Ma leggiamo direttamente quello che il cap. Valle riporta sul Diario di Bordo: " Spilimbergo 4 Dicembre 1916. Ascensione di Guerra. Equipaggio: Comandante: cap. Valle. Piloti: cap. Gallotti e cap. Leone M.  Meccanici: serg.M. La Rosi e serg. Regini. Mitragliere: sold. Cipollone (in piattaforma). Armamento difensivo: in navicella: n° 2 mitragliatrici con 300 colpi ciasc., n° 2 pistole mitragliatrici con 500 colpi ciasc., n° 2 moschetti con 3 caricatori; in piattaforma: n° 1 mitragliatrice con 600 colpi. Armamento offensivo: n° 4 granate mina da 260, n° 8 granate mina da 162 e n° 4 proietti illuminanti. Si lascia il campo di manovra alle ore 1.40 con kg.2.145 di zavorra di sabbia, kg.290 di zavorra di acqua e n°8 ore di volo (benzina Kg.640, Olio kg.150). Si segue il Tagliamento passando su Casarsa. Giunti a circa 10 km. a San Vito al Tagl.to a quota di circa 900 mt. il dirigibile si trova immerso in dense nubi temporalesche. Piove. Dalla direzione dell'obiettivo si avanza una catena di nere nubi. Anche da quella parte piove. Si decide senz'altro per il ritorno, seguendo la linea Casarsa-Spilimbergo. L'atterraggio avviene regolarmente alle ore 3.25 con kg. 1.485 di zavorra sabbia e kg. 144 di acqua."   La prima missione, quindi, non potè essere portata a termine e il protrarsi di condizioni meteo sfavorevoli, impedìrono l'operatività del dirigibile per oltre due mesi. Periodo che incluse le festività Natalizie e di Capodanno che il cronista dell' epoca (lo stesso che descrive l'arrivo del dirigibile) niente ci dice del Natale,mentre ci descrive così l'ultimo giorno del 1916: "....E' notte di fine d'anno ed il comando non ha lesinato i permessi. La sentinella riceve saluti augurali in tutti i dialetti d'Italia. Ed il territoriale al quale è toccato il turno di guardia all'ingresso proprio in queste ore risponde con esclamazioni che sembrano grugniti.......la notte è fredda ed il cielo zeppo di stelle. C'è stata un po' di festa nella locanda del paese. Qualche bottiglia di vino, un po' di canzoni, frizzi, più vivaci alle due ragazzotte, la rossa e la mora, giovani, rotonde, due brave figliole che sembran fatte per la dannazione di tutti gli uomini in grigio-verde di passaggio all'osteria. Sulla neve, fra le due ali delle camerate, Bellotti s'è tranquillamente addormentato. Il bergamasco allegrone ha bevuto troppo. I ritardatari lo raccolgono di peso ed egli continua a ronfare e non s'accorge che lo portano in branda. Il marconista se ne va solo, dopo gli ultimi saluti agli amici, verso la sua stanzetta isolata a ridosso del baraccone ove sono raccolte le bombole dell'idrogeno. Contro la sottile porticina d'abete batte il vento gelido di tramontana. Ma dentro si sta bene. Sono quattro metri di spazio e c'è il tavolo con la stazioncina ricevente, un lettino, un armadietto con libri e biancheria, una sedia. Il soldato siede presso il tavolo, apre gli interruttori dell'apparecchio e s'accende la piccola valvola. Deve ricevere lo stop orario della stazione di Parigi per regolare l'orologio siderale che serve alla navigazione notturna dell' M 9. Mette la cuffia e gli sembra di entrare in una fantastica animatissima compagnia....punti e linee, punti e linee....ecco Parigi che trasmette gli auguri a tutti gli amici alleati....il marconista s'è addormentato con la cuffia appoggiando il capo sul braccio che fa, sul tavolo, da guanciale. E le lamine dei due padiglioni della cuffia continuano a vibrare al richiamo delle onde che passano nell'etere." L' Inverno con il suo cielo annuvolato e grigio consente un po' di quiete nella vita del cantiere e le giornate trascorrono completando studi sugli equipaggiamenti, sugli strumenti e sulle granate esplosive. Gli ultimi bollettini meteorologici hanno lasciato intravvedere qualche possibilità di miglioramento delle condizioni verso sud-est e quindi il cap. Valle decide che si può partire per una nuova missione. Sono le ore 23 e 40 del 20 Febbraio 1917. L' M 9 si stacca da terra con un carico di bombe di ben 750 kg., segue la linea Codroipo - Palmanova con venti favorevoli che gli permettono di raggiungere gli 80 km/h. Sopra Palmanova sale sopra le nubi fino alla quota di 2.400 mt, la temperatura è di 9 gradi sottozero. Alla confluenza delle acque fra Isonzo e Torre, il cap. Valle ordina una larga virata, lo scarico di tutta la zavorra per salire a 2.750 mt. e addentrarsi in territorio nemico nella zona di Castagnevizza. Gli osservatori delle prime linee austriache confondono il rombo alto dei motori con gli echi delle artiglierie, il proiettore di Monte Hermada esplora il cielo, ma è troppo lontano per individuare il dirigibile che giunge veloce sull'abitato di Comeno e riconosce subito il bersaglio prestabilito raprresentato da un accampamento nemico. Sgancia le bombe e l'alleggerimento lo fa balzare ancora più in alto. Il termometro segna - 12°. Si svegliano le artiglierie con un furioso cannoneggiamento senza esito in quanto i riflettori non riescono ad individuare l' M 9 che con i motori a pieno regime ripassa l'Isonzo e scende a 600 mt. dove c'è meno vento e meno freddo. In lontananza una striscia verticale di luce indica il campo di Istrago, una virata stretta e il dirigibile atterra. Sono le ore 3 e 40 del 21 Febbraio 1917. Gli uomini dell'equipaggio, tolti i guantoni, accostano le mani all'alito caldo della bocca, ma per evitare gli inizi del congelamento si rendono necessarie energiche frizioni davanti al fuoco delle stufe.

BOLLETTINO DI GUERRA DEL 21 FEBBRAIO 1917. - Nella passata notte un nostro dirigibile bombardava baraccamenti nemici a nord-est di Comeno (Carso) provocando vasti incendi. L'aeronave, fatta segno a violento fuoco delle artiglierie, ritornava incolume nelle linee.

                                                                                                    CADORNA

Il successo ottenuto dalla precedente missione e le condizioni di scarsa luce particolarmente favorevoli, convincono il cap. Valle a partire immediatamente per un'altra missione di guerra. Ma qualcosa non va: il motorista, quasi vergognandosi, riferisce al comandante che un motore che è stato appena smontato e rimontato durante la notte, ancora non gira perfettamente. Il cap. Valle ribatte che non è possibile rinunciare ad una missione di guerra;  ci si mette subito all'opera e dopo qualche ora il motore è pronto. I soldati di manovra alle funi laterali si preparano a far uscire dall'hangar il dirigibile, mentre gli uomini dell'equipaggio indossano rapidamente le giacche ed i calzari di pelle nera foderati di pelo di pecora. Al comando "" mollate "",  l' M 9 s'innalza senza rumore e si sente l'ordine del comandante ""motori in moto"". Ancora caldi delle prove, i due motori partono subito. Sono le ore 0.10 del 22 Febbraio 1917 e l'obiettivo è il campo d'aviazione di Prosecco sopra Trieste. In mezz'ora il dirigibile è già su Palmanova ad una quota di 2.500 mt. tuttavia, per sfuggire alla contraerea schierata sul litorale, il cap. Valle decide di salire fino a 3.000 mt, il vento è forte e la temperatura è di - 15°. Con abile manovra il comandante orienta il dirigibile in maniera di avere il vento a favore e così entrare più  velocemente nel cielo nemico. Punta dritto sul campo di Prosecco, individua l'obiettivo e scarica su di esso ben 700 kg. di bombe. Alle violente esplosioni ed ai conseguenti incendi, si spengono tutte le luci su Trieste e si accendono i riflettori in cerca del dirigibile. L'alta quota e la rapidità di manovra, permettono di superare indenni le linee nemiche per poi scendere ad una quota dove il freddo è meno pungente. A 400 mt., infatti, l' M 9 riprende la rotta e naviga tranquillo verso la base di partenza. Sono le ore 4 e 50' quando con bella manovra il dirigibile scende su Istrago.

BOLLETTINO DI GUERRA DEL 23 FEBBRAIO 1917. - Nella passata notte un nostro dirigibile, mediante abile manovra, giungeva di sorpresa sul campo d'aviazione nemico di Prosecco e vi rovesciava una tonnellata d'alto esplosivo con risultato visibilmente efficacissimo. L'aeronave ritornò incolume nelle linee.

                                                                                                    CADORNA.

Arriviamo così ai primi giorni di Aprile, è Primavera, ma la temperatura, poco dopo le due del mattino, è solo di pochi gradi sopra lo zero, si parte per l'ennesima missione di guerra, questa volta in azione congiunta con il dirigibile M 10 del Cantiere di Casarsa. All'altezza di Palmanova ed ad una quota di 3.000 mt, sono visibili gli scoppi dei proiettili nemici che tentano di colpire l' M 10 che sta eseguendo la sua missione. E' il momento buono per passare le linee e colpire l'obiettivo. Inspiegabilmente, però, il dirigibile comincia ad abbassarsi repentinamente e sembra quasi in caduta. L'equipaggio si libera di tutta la zavorra, ma non basta, il dirigibile scende ancora fino a 2.000 mt. dove viene investito da un vento fortissimo che lo manda alla deriva in direzione di Grado. Il cap. Valle decide di liberarsi di altri 100 kg. fra benzina e olio, ma il dirigibile scende ancora senza che si riesca a capire la motivazione. Si spingono i motori al massimo, ma la discesa continua in quanto l'involucro non ha la pressione necessaria per sostenere la velocità di marcia ed il dirigibile scarroccia allontanandosi sempre più dalla costa verso il mare aperto. Ora non basta più rinunciare a compiere il previsto bombardamento, ma bisogna pensare a condurre in salvo l'aeronave e il suo equipaggio. Si tenta una virata molto larga per girare la prua e mettersi a favore di vento, finalmente l' M 9 punta verso terra seppur oscillante e rinsaccato dal vento. Si segue il letto del Tagliamento, ma c'è il rischio di non riuscire ad arrivare a Istrago in quanto la velocità è ridottissima, la discesa non si arresta, si continua a perdere gas e quindi viene presa in considerazione la possibilità di un atterraggio di fortuna. Nell'evenienza si staccano i serbatoi della benzina e alle bombe vengono fissate le spine dei percussori per evitarne l'esplosione. A Latisana l' M 9 è a 800 mt. di quota e scende ancora: si scaricano nel Tagliamento oltre 300 kg. di bombe, 100 kg. di proiettili incendiari a liquido infiammabile e tutto il carburante salvo quello necessario per raggiungere Istrago. Al ponte di Casarsa l'aeronave naviga intorno ai 700 mt, manca poco, ma il cap. Valle capisce che l' M 9 è troppo appesantito e che la manovra di atterraggio non sarà facile. Da quasi 500 mt. il dirigibile cade a 200, lo sforzo dei motori e l'azione dei timoni non servono più, un altro tuffo e l' M 9 è a 50 mt da terra. Il cap. Valle impartisce ordini netti che i motoristi eseguono con destrezza, ma all'improvviso l' M 9 precipita. Un fruscìo nell'aria e il dirigibile sta per travolgere gli uomini di terra, la navicella picchia sul terreno, rimbalzando contro l'involucro. Le eliche sono danneggiate, come pure il serbatoio dell'olio e le marmitte di scappamento, ma poco male in confronto alla catastrofe che poteva determinarsi. Riportato nell'hangar si scopre che la perdita di gas era determinata dal fatto che le valvole non chiudevano bene a causa delle incrostazioni di ghiaccio che si erano formate attorno agli anelli di chiusura. Sono le quattro del mattino e i meccanici iniziano subito le riparazioni. Incredibilmente,  15 ore dopo, l'aeronave, il cap. Valle ed il suo equipaggio, riprendono il volo per delle evoluzioni di prova. Non c'è tempo da perdere, la missione di guerra è già programmata per la notte seguente.

by renato mizzaro.

NOTA: La missione successiva sarà quella memorabile del 21 - 22 Aprile 1917, un' impresa che consacrerà l' M 9 ed il suo equipaggio nella storia della Prima Guerra Mondiale e dell' Aeronautica Italiana. A questo punto sorge spontanea la domanda: ...ma a Istrago, di tutto ciò, cosa rimane ? Moltissimo!! Infatti, grazie al Circolo Culturale Sportivo di Istrago e all'Amministrazione Comunale di Spilimbergo, si realizzeranno, in breve, tutta una serie di iniziative volte a valorizzare l'area sulla quale insisteva l'hangar, in modo tale da dare opportuna visione ad un pubblico sempre più vasto di appassionati delle vicende della Grande Guerra e rendere così, omaggio, in occasione del Centenario, ai personaggi dei quali vi abbiamo narrato solo una parte delle loro valorose gesta.

 

 Ed ecco la prima iniziativa alla quale invitiamo tutti gli appassionati, sarà un' occasione unica per visitare il sito sul quale era ubicato il 4° Cantiere Dirigibili. Grazie ad uno scrupoloso lavoro di recupero e ripristino dell'area sarà possibile visionare tutta la pavimentazione dell'hangar, i basamenti delle torri metalliche di testata e laterali,nonchè i binari di scorrimento dei portoni.

Per info e visite al sito: repaga@alice.it oppure 3313149194